di Milena Scardacchi | Co-Founder e COO, Xerendipity
Il segnale più chiaro di un annuncio di lavoro domestico falso è una richiesta di denaro per avere il posto: pratiche, corsi, visti, viaggio o alloggio. In Italia le agenzie per il lavoro autorizzate non possono chiedere compensi ai lavoratori (D.Lgs. 276/2003, art. 11). Prima di inviare documenti o IBAN, verifichi chi c’è dall’altra parte.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026
Chi cerca lavoro come colf, tata, governante, maggiordomo o chef privato legge molti annunci. In mezzo alle proposte vere possono arrivarne altre, scritte per ottenere denaro o dati personali. Riconoscerle richiede qualche minuto di calma e alcune verifiche. Ecco i segnali indicati dalla Polizia Postale, che cosa dice la legge e che cosa fare se qualcosa non torna.
Perché una richiesta di denaro è il segnale più chiaro?
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TogglePerché il lavoro si fa per essere pagati, non per pagare. La Polizia Postale descrive uno schema ricorrente: una proposta molto vantaggiosa arriva per email o SMS; chi risponde con interesse si vede chiedere i propri dati personali e poi, con “un pretesto, ogni volta diverso”, del denaro. Fra gli esempi citati ci sono il materiale di lavoro e le assicurazioni sanitaria e pensionistica; in un caso segnalato dalla rete europea EURES, presunte spese di assistenza giuridica e sanitaria.
Il pretesto può cambiare: una “pratica”, un corso obbligatorio, un visto, un biglietto aereo, la caparra per l’alloggio. La sostanza resta la stessa. La Questura di Cremona lo riassume così: nessuna azienda seria chiede un pagamento per iniziare a lavorare. Se il pagamento è la condizione per avere il posto, si fermi.
Quali altri segnali deve osservare in un annuncio o in un messaggio?
La richiesta di denaro non arriva sempre al primo messaggio. Prima ci sono spesso altri segnali, indicati negli avvisi della Polizia Postale e della Polizia di Stato:
| Che cosa nota | Perché è un segnale | Che cosa fare |
|---|---|---|
| Uno stipendio molto più alto del solito, poche ore, “lavoro facile” | le offerte particolarmente vantaggiose e “troppo belle per essere vere” sono indicate come sospette | la confronti con annunci simili per ruolo e città |
| Un annuncio vago: non dice chi cerca, che mansioni, che contratto | una proposta seria è chiara su mansioni, azienda o famiglia che cerca e tipo di contratto | chieda per iscritto questi tre elementi |
| Contatti solo in chat, da numeri con prefisso estero, o da indirizzi email gratuiti invece del dominio dell’azienda | sono fra i segnali citati negli avvisi su WhatsApp e Telegram | cerchi in rete numero ed email: altri potrebbero averli già segnalati |
| Fretta: “decida oggi”, “il posto va a un altro” | il senso di urgenza serve ad abbassare le difese | si prenda il tempo di verificare prima di rispondere |
| Una richiesta di documenti d’identità, codice fiscale e IBAN in chat, con una “bozza di contratto” | è lo schema delle false offerte su Telegram con il logo di vere agenzie per il lavoro | non invii nulla prima di sapere chi è il destinatario |
| Denaro da ricevere sul suo conto e da girare ad altri, o un conto da aprire “per facilitare” i trasferimenti | è il reclutamento dei money mule, usati per spostare denaro di provenienza illecita | rifiuti; se ha già ricevuto somme, avvisi la banca |
| Un’offerta che non ha chiesto, magari sponsorizzata sui social | gli avvisi chiedono particolare attenzione alle offerte non richieste | verifichi chi la propone prima di rispondere |
Sugli annunci dall’estero la Polizia Postale è esplicita: diffidare di chi chiede denaro per concludere il contratto e raccogliere più informazioni possibili sulla società. EURES avverte che circolano video falsi secondo cui fornirebbe visti.
Che cosa dice la legge sui soldi chiesti a chi cerca lavoro?
In Italia la regola è scritta nell’articolo 11 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276: “È fatto divieto ai soggetti autorizzati o accreditati di esigere o comunque di percepire, direttamente o indirettamente, compensi dal lavoratore”. Il divieto vale per le agenzie autorizzate dallo Stato e per i soggetti accreditati dalle Regioni. L’unica eccezione la possono prevedere i contratti collettivi, per specifiche categorie di lavoratori altamente professionalizzati o per specifici servizi: non è una scelta della singola agenzia.
Come si verifica chi ha pubblicato l'annuncio?
Prima di rispondere, cerchi di capire chi c’è dall’altra parte. Bastano pochi controlli:
- chieda il nome completo della società o della famiglia che cerca, la sede e il sito ufficiale;
- confronti numeri di telefono e indirizzi email con quelli pubblicati sul sito ufficiale: una società seria scrive dal proprio dominio, non da un indirizzo email gratuito;
- se le risposte sono vaghe o i recapiti non corrispondono, si fermi: un’offerta vera regge le domande.
Se chi Le scrive usa il nome di un’agenzia vera, controlli che i recapiti siano quelli ufficiali: le false offerte su Telegram usavano proprio logo e intestazione di agenzie esistenti.
Come proteggere i propri dati personali quando ci si candida?
Una selezione seria può chiedere documenti per verificare identità, titoli e referenze. Il punto è chi li chiede e attraverso quale canale. La Polizia Postale raccomanda di non inviare copie dei documenti d’identità e coordinate bancarie per email se non si è certi dell’identità del destinatario. EURES aggiunge che le aziende serie non iniziano un contatto chiedendo dati bancari o della carta, e che non vanno inseriti in moduli di candidatura online.
Qualche abitudine semplice:
- non comunichi mai password, codici ricevuti per SMS o credenziali della banca e della posta: nessuna selezione ne ha bisogno;
- attivi l’autenticazione a due fattori sui profili social e di messaggistica e, se possibile, li tenga chiusi a chi non conosce, come consiglia la Polizia Postale;
- non clicchi su link ricevuti da sconosciuti;
- ricordi che un rapporto di lavoro domestico in regola comincia con una lettera di assunzione scritta, firmata da entrambe le parti (art. 6 del CCNL del lavoro domestico), e con la comunicazione all’INPS che la famiglia invia entro le 24 del giorno prima dell’inizio. Chieda di vederle: sono documenti che La riguardano.
Che cosa fare se pensa di essere davanti a una truffa?
Interrompa il contatto e non paghi nulla. Poi agisca su tre fronti.
Se ha già pagato o comunicato i dati della carta, avvisi subito la sua banca. Secondo la Banca d’Italia, agire tempestivamente aumenta le possibilità di rimborso; un bonifico istantaneo, una volta eseguito, non si può revocare. Se ha ricevuto denaro da girare ad altri, blocchi il trasferimento e informi la banca, come indica il volantino della Polizia di Stato e di Europol sul money muling.
Segnali l’annuncio alla Polizia Postale con il modulo Segnala online del sito commissariatodips.it. La segnalazione non sostituisce una denuncia e non è un servizio di pronto intervento: nelle urgenze si chiama il 112 o il 113.
Presenti denuncia se ha subito un danno. Si fa a voce o per iscritto presso un ufficio di polizia giudiziaria: Questure, Commissariati di Polizia, Stazioni e Compagnie dei Carabinieri. Porti con sé tutto ciò che aiuta a identificare chi L’ha contattata: numeri di telefono, indirizzi email, nomi dei profili, schermate dei messaggi, ricevute dei pagamenti.
Come lavora Lavoro Personale Domestico con i candidati?
- Nessun pagamento: Lavoro Personale Domestico e Xerendipity non chiedono denaro ai candidati, in nessuna fase della selezione.
- Ogni annuncio dice chi cerca e che cosa offre: un codice di riferimento, la località, lo stipendio offerto, le mansioni, l’orario e i requisiti.
- Due soli canali per candidarsi: il Modulo Registrazione Candidati sul sito, oppure il CV inviato esclusivamente a selezione-personale@thexerendipity.com. Le email mandate ad altri indirizzi vengono cancellate. Se qualcuno Le scrive a nome di Xerendipity da altri indirizzi o profili, verifichi con i recapiti del sito (+39 02 8088 8425).
- Requisiti: almeno cinque anni di esperienza verificabile nel ruolo e tre contatti di precedenti datori di lavoro, che la selezione sente direttamente.
- Documenti richiesti durante la selezione, fra cui documento d’identità, codice fiscale, titoli di studio, elenco delle referenze e certificato penale. Il sito precisa che non vengono condivisi con nessuno, salvo richiesta dell’autorità giudiziaria.
- Colloqui: prima un breve colloquio telefonico introduttivo, poi colloqui formali, strutturati e approfonditi.
Per riservatezza delle famiglie, spiega il sito, non tutte le posizioni vengono pubblicate: per questo conta il canale.
Domande frequenti
D: Un’agenzia per il lavoro può chiedermi soldi per trovarmi un posto?
R: No, se è autorizzata o accreditata: l’art. 11 del D.Lgs. 276/2003 vieta di chiedere o ricevere compensi dal lavoratore, anche indirettamente. Le sole eccezioni sono quelle previste dai contratti collettivi per specifiche categorie altamente professionalizzate o specifici servizi.
D: È normale che mi chiedano una copia del documento d’identità?
R: In una selezione vera può succedere. Prima di inviarla si assicuri di sapere chi è il destinatario e di usare un canale ufficiale; in una chat con uno sconosciuto, no.
D: Come verifico chi ha pubblicato un annuncio?
R: Chieda nome completo, sede e sito ufficiale, e controlli che telefono ed email corrispondano a quelli pubblicati sul sito. Una società seria scrive dal proprio dominio.
D: Ho già pagato: che cosa faccio?
R: Avvisi subito la sua banca: secondo la Banca d’Italia, agire in fretta aumenta le possibilità di rimborso. Poi presenti denuncia presso un ufficio di Polizia o dei Carabinieri portando messaggi, numeri e ricevute.
D: Dove segnalo un annuncio falso?
R: Alla Polizia Postale, con il modulo “Segnala online” di commissariatodips.it. Per le urgenze chiami il 112 o il 113.
Un annuncio vero non ha fretta di farsi pagare e non teme le domande. Quando qualcosa non torna, fermarsi a verificare è già una forma di professionalità: la stessa che le famiglie cercano in chi lavora nelle loro case.
Questo articolo descrive le regole e le indicazioni ufficiali in vigore a ottobre 2026. Non sostituisce il parere di un legale o delle autorità sul suo caso specifico.
Per approfondire: Area Candidati · Offerte di lavoro per il personale domestico · Contatti
Fonti: D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, artt. 2 e 11 (normattiva.it); Polizia Postale (commissariatodips.it), avvisi sulle false offerte di lavoro del 14/1/2020, 24/7/2020, 23/5/2023 e 30/1/2025, pagine “Segnalazioni”, “Money Muling”, “Cyber Hygiene” e “La denuncia di privati”; Polizia di Stato, “Truffe online: false offerte di lavoro su Telegram” (10/10/2020); Questure di Cremona (25/10/2024) e Bergamo (7/10/2026); Banca d'Italia, “Carte, bonifici e truffe: un aggiornamento” (29/8/2025); EURES, “How to spot fraudulent job offers and misinformation” (15/6/2023); CCNL lavoro domestico 28/10/2025, art. 6; INPS, “Formalizzare l'assunzione di un lavoratore domestico”.


